SERIE C
Materiale per tifosi della squadra biancorossa di Barletta
Maglietta t-shirt bianca maniche corte
Stampa Barletta biancorossa + ancora di mare
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Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
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Felpa con cappuccio, cordini e tasconi, maniche lunghe
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Varie taglie - Cotone 100% - Colore rosso
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Varie taglie - Cotone 100% - Colore rosso
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Lo stadio di Barletta
Lo stadio di Barletta: da tempio dell'atletica a casa del calcio, un simbolo in continua rinascita

Lo stadio Cosimo Puttilli di Barletta è molto più di un semplice impianto sportivo: è un luogo che intreccia la storia del calcio locale, le imprese leggendarie dell’atletica italiana e le complesse vicende urbanistiche di una città in perenne equilibrio tra passato e futuro.
Inaugurato nel 1970 per sostituire il vetusto stadio velodromo “Lello Simeone”, il Puttilli ha vissuto stagioni di gloria, lunghi anni di chiusura e oggi si prepara a un nuovo capitolo della sua storia.

Dalla terra battuta al tempio del calcio cittadino
Prima della costruzione dell’attuale stadio, Barletta disputava le sue partite nel “Lello Simeone”, il più antico impianto sportivo della città, situato nel quartiere Santa Maria.
Originariamente denominato “Littorio” e poi “degli Sports”, assunse la denominazione definitiva negli anni ’50 in onore di un medico barlettano prematuramente scomparso nel 1949.
Tuttavia, la terra battuta e le strutture ormai obsolete non erano più adeguate alle ambizioni di una città che aspirava a traguardi sportivi più alti. Così, alla fine degli anni ’60, prese avvio la progettazione del nuovo stadio comunale, che venne inaugurato nel 1970 nella zona est della città, nel quartiere Borgovilla-Patalini.
Inizialmente conosciuto semplicemente come “Stadio Comunale”, l’impianto fu intitolato a Cosimo Puttilli solo agli albori del XXI secolo. Puttilli era un marciatore barlettano, due volte campione italiano negli anni ’30 e ’40, e la sua figura rappresenta ancora oggi un simbolo dello sport locale.
Una struttura polivalente
Il Puttilli nasce come impianto polifunzionale: la configurazione ovale con pista d’atletica regolamentare a più corsie lo ha reso per decenni un punto di riferimento per l’atletica leggera pugliese.
Il manto erboso, utilizzato principalmente per il calcio, misura 105 x 65 metri.
La capienza originaria era di circa 17.000 posti, ma nel corso degli anni è stata progressivamente ridotta per adeguamenti normativi: oggi lo stadio conta 8.449 posti a sedere, di cui 7.499 omologati in assenza di tornelli elettronici.
La pista di atletica, intitolata a Pietro Mennea, è stata rifatta nel 2017 e rappresenta uno degli elementi più identitari dell’impianto. Nonostante l’età, la pista è considerata ancora una delle migliori della regione grazie alla qualità del materiale Sportflex.
Il record di Mennea: un’impronta indelebile
Il momento più iconico nella storia dello stadio risale al 17 agosto 1980, quando Pietro Mennea, la “Freccia del Sud”, stabilì sulla pista del Puttilli il record mondiale dei 200 metri a livello del mare con il tempo di 19”96.
Un’impresa che frantumò il muro dei 20 secondi senza l’aiuto dell’altura e che ancora oggi viene celebrata con una targa commemorativa all’interno dell’impianto.
Mennea, barlettano di nascita, legò indissolubilmente il suo nome a quello dello stadio, e negli anni successivi la pista ha ospitato anche il “Certame Atletico della Disfida di Barletta”, meeting internazionale di atletica leggera.
Il record di spettatori e gli anni d’oro del calcio
Se l’atletica ha regalato allo stadio fama mondiale, il calcio ha scritto alcune delle pagine più intense della sua storia.
Il record storico di presenze risale al 31 maggio 1987, quando 16.000 spettatori affollarono le gradinate per assistere a Barletta-Catanzaro, in occasione della storica promozione del Barletta in Serie B. In quegli anni, lo stadio era un vero e proprio fortino: nella stagione 1987-88, in Serie B, le gradinate del Puttilli offrivano “un colpo d’occhio da categoria superiore”.
La lunga odissea della chiusura
Dopo decenni di attività, nel luglio 2015 lo stadio è stato chiuso per lavori di ammodernamento e ristrutturazione.
Quella che doveva essere una parentesi breve si è trasformata in un’odissea lunga sette anni, fatta di progetti rivisti, varianti in serie, costi lievitati e lungaggini burocratiche.
Durante questo periodo, il Barletta 1922 è stato costretto a disputare le partite casalinghe lontano dalla propria città, spesso a Canosa o sul sintetico del “Manzi-Chiapulin”.
La pista di atletica intitolata a Mennea venne inaugurata in pompa magna il 28 novembre 2017 alla presenza dell’allora ministro dello sport Luca Lotti e del presidente del CONI Giovanni Malagò, ma ciò non bastò a riaprire l’intero impianto.
Solo nel 2022 lo stadio è tornato finalmente agibile, riaprendo le porte ai tifosi con un tutto esaurito per la prima partita casalinga del Barletta 1922.
Il presente: verso la Serie C e oltre
Oggi, con il Barletta 1922 promosso in Serie C per la stagione 2026/2027, lo stadio è al centro di un nuovo ciclo di interventi. I lavori di adeguamento alle prescrizioni della Lega Pro sono già iniziati: l’intervento più importante riguarda l’illuminazione, con un nuovo cablaggio della torre faro, ma sono previsti anche lavori impiantistici per i LED a bordocampo, l’installazione del Football Video Support e la predisposizione per le telecamere delle dirette TV.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: aumentare la capienza fino a 11.000 posti per rispettare le scadenze della nuova categoria.
La riapertura dello stadio non è solo una questione sportiva, ma un fattore identitario per l’intera città. Come sottolineato in più occasioni, “una piena e corretta funzionalità dello stadio Cosimo Puttilli rappresenta la base essenziale per partecipare dignitosamente alla Serie C”.
E i tifosi barlettani, che hanno già dimostrato di saper riempire gli spalti con 8.000 spettatori in occasione delle partite più importanti, non vedono l’ora di tornare a sostenere la propria squadra nel tempio di casa.
Curiosità e aneddoti
- Il nome “Puttilli”: Cosimo Puttilli non era un calciatore, ma un marciatore due volte campione italiano. La scelta di intitolargli lo stadio principale della città riflette l’importanza storica dell’atletica leggera a Barletta.
- La pista più longeva d’Italia: con oltre 35 anni di vita, la pista del Puttilli è tra le più longeve del Paese. Nonostante l’usura, il manto Sportflex le ha permesso di rimanere competitiva.
- Il “Mennea Day”: dal 2022 si è cercato di organizzare un evento annuale nello stadio per celebrare il record di Mennea, con gare sui 200 metri e atleti internazionali. Un progetto che mira a riportare l’atletica di alto livello nel luogo dove tutto è cominciato.
- Il record di 16.000 spettatori: risale al 1987, ma ancora oggi è il numero più alto mai registrato al Puttilli. Un primato che testimonia l’enorme passione sportiva della città.
Lo stadio Cosimo Puttilli è un monumento dello sport barlettano, un luogo che ha visto passare generazioni di atleti e tifosi.
Dalle imprese di Pietro Mennea alle notti di Serie B, dalle lunghe chiusure burocratiche alle recenti riaperture, la sua storia è un riflesso della tenacia e della passione di una città che non smette mai di credere nei propri sogni.
Con i lavori in corso e la promozione in Serie C, il Puttilli si prepara a scrivere un nuovo capitolo, pronto a tornare a essere quel “tempio” dello sport che Barletta merita.
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