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Arezzo: materiale per tifosi stadio, shop online calcio - Tifosi-shop.com

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Tutto per il tifoso
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SERIE B
Materiale per supporters della squadra granata di Arezzo
Lo store indipendente per i veri tifosi

ultras arezzo merchandising curva granataBenvenuto nel punto di riferimento indipendente per chi vive i colori dell'Arezzo.
Siamo uno shop online nato dalla e per la tifoseria.
Qui troverai merchandising gadgets di Arezzo paralleli, non ufficiali, ma realizzati con la stessa identica passione e amore per la città.

È l'amaranto store fatto dai tifosi, per i tifosi.

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I nostri prodotti paralleli sono un tributo quotidiano alla città di Arezzo, alla sua storia e alla sua gente. Indossa la tua fede, sostieni la tua squadra, vivi l'Arezzo dal basso.
Forza Arezzo, sempre e comunque!
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Varie taglie - Cotone 100% - Girocollo
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
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Varie taglie - Cotone 100% - Girocollo
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
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Maglietta t-shirt nera maniche corte
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Varie taglie - Cotone 100% - Girocollo
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Maglietta t-shirt nera maniche corte
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Varie taglie - Cotone 100% - Girocollo
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Maglietta t-shirt grigio melange maniche corte
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Varie taglie - Cotone 100% - Girocollo
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
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Maglietta bandiera Arezzo 1913
Maglietta t-shirt nera maniche corte
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Varie taglie - Cotone 100% - Girocollo
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
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Felpa con cappuccio, cordini e tasconi, maniche lunghe
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Varie taglie - Cotone 100% - Colore nero
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
Disponibilità immediata
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Felpa granata cappuccio Arezzo 1913
Felpa con cappuccio, cordini e tasconi, maniche lunghe
Stampa scritta Arezzo colore granata + tricolore + anno 1913
Taglie disponibili: dalla 9/11 anni alla XXL
Cotone 100% - Colore amaranto
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
Disponibilità immediata
(IVA incl.) Prezzo senza sconto19.99 €
Felpa nera cappuccio Arezzo Verticale
Felpa con cappuccio, cordini e tasconi, maniche lunghe
Stampa scritta verticale granata Arezzo lato cuore
Varie taglie - Cotone 100% - Colore nero
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
Disponibilità immediata
(IVA incl.) Prezzo senza sconto19.99 €
Felpa bianca cappuccio Arezzo con disegno puma
Felpa con cappuccio, cordini e tasconi, maniche lunghe
Stampa disegno puma con scritta Arezzo in granata + tricolore
Taglie disponibili: dalla 9/11 anni alla XXL
Cotone 100% - Colore bianco
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
Disponibilità immediata
(IVA incl.) Prezzo senza sconto19.99 €
Felpa bianca Arezzo bandiera stile inglese amaranto
Felpa con cappuccio, cordini e tasconi, maniche lunghe
Stampa scritta Arezzo con bandiera stile inglese colore amaranto posizione centrale
Varie taglie - Cotone 100% - Colore bianco
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
Disponibilità immediata
(IVA incl.) Prezzo senza sconto19.99 €
Felpa con cappuccio, cordini e tasconi, maniche lunghe
Stampa scritta pennellata Arezzo
Varie taglie - Cotone 100% - Colore bianca
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
Disponibilità immediata
(IVA incl.) Prezzo senza sconto19.99 €
Polo bianca stampa 1913 Arezzo
Polo colore bianco maniche corte
Stampa lato cuore anno 1913 + bandiera tricolore
Varie taglie - Cotone 100% - Collo classico con bottoni
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Zainetto nero stampato paperotto Arezzo
Zainetto 5 tasche di cui 2 laterali retinate
Stampa scritta Arezzo con tricolore e paperotto granata
Tasca frontale con velcro e ulteriore tasca con zip.
Spallacci regolabili e schienale imbottito
Poliestere 600/D 100%
Disponibilità immediata
(IVA incl.) Prezzo senza sconto15.99 €
Zainetto nero Arezzo tifoso granata
Zainetto 5 tasche di cui 2 laterali retinate
Stampa tifoso bandiera granata Arezzo
Tasca frontale con velcro e ulteriore tasca con zip.
Spallacci regolabili e schienale imbottito
Poliestere 600/D 100%
Stampa digitale ad alta tenuta con inchiostri Eco-Tech
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Sacca in poliestere
Stampa cuore Arezzo granata
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Disponibilità immediata
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Cuscino 40x40 cm. con imbottitura soffice in poliestere
Stampato con cuore spezzato granata + Arezzo
Federa + imbottitura
Materiale: raso di poliestere
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Borsa spesa, shopper viaggio
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Amaranto per sempre: la storia della tifoseria dell'Arezzo

Ad Arezzo il calcio non è mai stato solo uno sport.
È un colore, l'amaranto, che da un secolo si intreccia con l'identità della città quanto le bandiere della Giostra del Saracino, l'antico torneo cavalleresco che dal Medioevo divide e insieme unisce Arezzo nei suoi quattro quartieri.

È una storia fatta di fallimenti e rinascite, di trasferte epiche e di un ritorno, nel 2026, atteso per diciannove lunghi anni. Questa è la storia di chi quella maglia l'ha sempre seguita dagli spalti.

1923: un caffè, due fratelli bianconeri e la nascita del Cavallino
Tutto comincia il 10 settembre 1923, quando un gruppo di giovani appassionati di calcio si riunisce al Caffè del Vapore, in quello che oggi è Corso Italia (una targa ricorda ancora il luogo).

Tra i fondatori ci sono i fratelli Arpino, tifosi sfegatati della Juventus di Torino: in loro onore la nuova squadra viene battezzata Juventus Foot Ball Club Arezzo.

Primo presidente - oltre che allenatore, cassiere e segretario, di mestiere elettricista - è Giuseppe Giannini, mentre ogni giocatore versa 50 centesimi al mese per mantenere in vita il progetto.

Curiosamente, il bianco e il nero che oggi si potrebbero immaginare come colori naturali per la squadra - anche perché già presenti nello storico stemma cittadino, con il suo cavallino rampante in scudo bianco - furono davvero l'ispirazione originaria dei fondatori, proprio per l'omaggio alla Juventus.

Per ragioni pratiche, però, la primissima maglia fu arancione (secondo altre fonti gialla) con calzoncini e calzettoni neri: negli archivi resta una sola fotografia, quasi introvabile, dei giocatori con indosso la divisa bianconera a strisce.

Nel 1930 la società si fonde con altre realtà calcistiche cittadine - Esperia, Etruria, Fulgor, Libertas, Olimpia e Petrarca - e nasce l'Unione Sportiva Arezzo, guidata dal presidente Umberto Bondi.

Durante il ventennio fascista la squadra viene ribattezzata Littoria; dopo la guerra torna al nome U.S. Arezzo e nel 1947-48 domina il proprio girone di Serie C, senza però ottenere la promozione a causa di una riforma dei campionati che blocca temporaneamente gli accessi alla B.


Il 24 settembre 1961 viene inaugurato il nuovo stadio Comunale (oggi "Città di Arezzo"), che sostituisce il vecchio campo di Campo di Marte: la gara d'esordio, non a caso contro lo Spezia, finisce 0-0. Il 15 maggio 1966, sotto la presidenza dell'orafo Simeone Golia e con Cesare Meucci in panchina, arriva la prima storica promozione in Serie B: per festeggiare, l'Arezzo gioca persino un'amichevole contro i brasiliani del Vasco da Gama, vinta 2-1.

Pochi anni dopo, nel 1969, Golia bissa il successo e riporta gli amaranto in cadetteria, dove restano per sei stagioni consecutive, fino al 1975.

Sono gli anni in cui il pubblico comincia a seguire la squadra con un entusiasmo sempre più contagioso: il record assoluto di presenze allo stadio risale al 9 maggio 1971, quando circa 17.000 spettatori - contro una capienza dichiarata di appena 15.000 - assistettero alla vittoria per 2-1 sul Perugia.

Il secondo, indimenticabile ciclo in B arriva il 30 maggio 1982, quando l'Arezzo batte 4-1 la Paganese e centra la promozione sotto la presidenza di Narciso Terziani - che i tifosi ricordano come uno di loro ancora prima che come massimo dirigente - e con Antonio Valentin Angelillo in panchina: la squadra arriva a quel traguardo un anno dopo aver vinto la Coppa Italia di categoria.

Anche questa volta gli amaranto restano in B per sei stagioni, fino al 1988.

Anno 1977: nasce il tifo organizzato
È proprio in questi anni di entusiasmo sportivo che nasce, sugli spalti, il tifo organizzato come lo intendiamo oggi.

Le prime avvisaglie - striscioni improvvisati di sigle come "Ultras" e "Commandos Pantere" - risalgono al 1975, ma il tifo organizzato aretino nasce ufficialmente nel 1977 con la fondazione del Commando Ultrà Arezzo (CUA), destinato a guidare la curva per oltre quindici anni.

Al CUA si affiancano presto altri gruppi, e la curva si divide, come accadeva allora in molte città italiane, anche su base politica: il Commando, i Fedayn e gli Avengers si riconoscono nella sinistra, mentre gli Eagles, i Fighter e la Gioventù Amaranto (GA) guardano a destra.

Negli anni Ottanta e Novanta nascono e si dissolvono decine di altre sigle - Boys, Teste Matte Terontola, Viking, Botoli Ringhiosi, Devils, Gruppo Autonomo, Fossa Etrusca, Rebels e molte altre ancora - segno di una curva da sempre frammentata in una miriade di piccoli gruppi, spesso legati a una sola generazione.

Dalla radiazione alla nascita degli Ultras Arezzo
Il 1993 è un anno nero per il calcio aretino: la squadra viene radiata dal campionato di Serie C1 per dissesto finanziario, e con essa si scioglie anche il Commando Ultrà, chiudendo un'epoca.

Dalle sue ceneri, il 17 dicembre 1995, nascono gli Ultras Arezzo, che ancora oggi guidano cori e coreografie della curva, affiancati dai più anziani Old Fans Club (OFC). Poco dopo prende forma anche la Fossa Arezzo, erede della fusione tra Fedayn, Gruppo Autonomo e Fossa Etrusca: dal 2008 si sposta nel centrosinistra della curva e, insieme agli Ultras, resta tuttora il gruppo più numeroso della tifoseria organizzata.

La Curva Sud dello stadio è dedicata a Lauro Minghelli, ex capitano della squadra scomparso nel 2004 a causa della SLA, e ogni anno i tifosi ne ricordano la memoria.

Chi ha raccontato da vicino il tifo aretino lo descrive come uno stile a metà tra la tradizione italiana e quella inglese, capace di richiamare tra le 2.000 e le 3.500 persone nelle partite di ordinaria amministrazione e fino a 5.000 nei derby più sentiti.

Il sogno di Pistoia: la stagione di Cosmi
Se c'è un momento che i tifosi amaranto ricordano ancora oggi come una favola, è la stagione 1997-98. Sotto la presidenza di Francesco Graziani e la guida tecnica di Serse Cosmi - che due anni prima aveva già riportato l'Arezzo dalla Serie D alla C2 - la squadra chiude il campionato al terzo posto e approda ai playoff.
Dopo aver eliminato il Teramo in semifinale, il 14 giugno 1998 affronta la finalissima a Pistoia contro lo Spezia: tra i cinquemila e i seimila tifosi si mettono in viaggio da Arezzo, alcuni su tre treni speciali, altri in auto e pullman privati, per una partita che sarebbe rimasta nella memoria collettiva.

Dopo i tempi supplementari il risultato è 2-1 per gli amaranto, con gol di Roberto Balducci e, in pieno recupero, di Fabrizio Campanile su calcio di rigore: è la promozione in Serie C1, festeggiata a lungo negli spogliatoi e per le strade della città.

Cosmi resterà sulla panchina amaranto fino al 2000, sotto le presidenze di Graziani prima e di Giovanni Bovini poi, senza però riuscire a completare il sogno della Serie B, sfumato nei playoff dell'anno successivo.

Il ritorno in B, Calciopoli e un allenatore di nome Antonio Conte
La promozione in cadetteria arriva solo nel 2004, sotto la presidenza di Piero Mancini.

Nella stagione 2005-06, con Elio Gustinetti in panchina, l'Arezzo sfiora addirittura i playoff per la Serie A chiudendo al settimo posto.

L'annata successiva coincide però con lo scandalo Calciopoli, che travolge anche il club amaranto: un'intercettazione legata a una gara di due stagioni prima costa alla società una penalizzazione, ridotta in appello a 6 punti.

In panchina, quella stagione, siede un giovane allenatore salentino, Antonio Conte, che anni dopo sarebbe diventato uno dei tecnici più vincenti d'Europa: nonostante una rimonta nel girone di ritorno, l'Arezzo retrocede in Serie C1 al termine di un campionato che sarebbe rimasto l'ultimo tra i cadetti per quasi vent'anni.

I fallimenti e la rinascita "dal basso"
Il nuovo millennio porta con sé anche gli anni più difficili. Nel giugno 2010, sull'onda del secondo fallimento societario in diciassette anni - conseguenza della lunga gestione decennale di Piero Mancini, culminata nella mancata iscrizione al campionato - un gruppo di tifosi fonda il comitato Orgoglio Amaranto.

Nasce come movimento spontaneo "dal basso", con l'obiettivo di restituire ai sostenitori un ruolo attivo nella vita del club: oggi il comitato detiene l'1% delle quote della Società Sportiva Arezzo e promuove iniziative di azionariato popolare, sostenibilità economica e sviluppo del settore giovanile.

Un secondo, doloroso fallimento arriva nella stagione 2017-18, quando l'Unione Sportiva Arezzo viene dichiarata insolvente.

Dalle sue ceneri nasce, nel 2018, l'attuale Società Sportiva Arezzo, che raccoglie l'eredità sportiva della Juventus Foot Ball Club fondata 95 anni prima.
Il centenario: cento anni e non sentirli

Il campionato di Serie D 2022-23 si chiude con la vittoria del proprio girone e il ritorno tra i professionisti proprio in tempo per il secolo di vita del club.

I festeggiamenti per il centenario coinvolgono, oltre alla società, anche il Museo Amaranto, il comitato Orgoglio Amaranto e il Comune di Arezzo: per la prima volta nella storia del club sono i tifosi, tramite un concorso pubblico, a disegnare sia il logo del centenario sia la seconda maglia della stagione 2023-24.

Le celebrazioni comprendono visite guidate allo stadio, una camminata nei luoghi storici del calcio cittadino (incluso il vecchio Campo di Marte) e la pubblicazione del volume fotografico "100 anni di Amaranto" (Letizia Editore), realizzato con il materiale dell'archivio personale di Stefano Turchi, fondatore del Museo Amaranto.

Il 9 settembre 2023 la squadra debutta in campionato contro la Carrarese davanti a oltre 4.000 spettatori, accolta da una spettacolare coreografia della curva; il giorno successivo, esattamente cento anni dopo quella riunione al Caffè del Vapore, il Comunale si riempie per una grande festa con ex giocatori, dirigenti storici e momenti celebrativi.

ULTRAS AREZZO DIFFIDATI PRESENTI

Essere amaranto: simboli, riti e memoria collettiva
Al di là dei risultati sportivi, la tifoseria aretina ha costruito nei decenni una fitta rete di simboli e tradizioni.

Il soprannome "Cavallo Rampante" - da non confondere con l'omonimo, ma diverso, simbolo della Ferrari - richiama lo stemma della città, che raffigura questa figura araldica fin da tempi remoti.

Il colore amaranto, dal canto suo, è diventato sinonimo di appartenenza cittadina: dal 2010 il comitato Orgoglio Amaranto regala una sciarpina amaranto realizzata a mano ai neonati del reparto di Neonatologia dell'ospedale San Donato, in particolare a chi nasce il 10 settembre (anniversario della fondazione del 1923) o il 26 giugno (anniversario di nascita del comitato stesso).

Nel 1982 il cantautore aretino Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, compose per quella promozione l'inno ufficiale della squadra, "Arezzo Cavallo Rampante", il cui testo accosta idealmente la passione calcistica dei concittadini a quella, secolare, per la Giostra del Saracino: i tifosi continuano a intonarlo in occasione delle promozioni, compresa quella del 2026.

La memoria storica della tifoseria è oggi custodita dal Museo Amaranto, fondato da Stefano Turchi e attualmente presieduto da Stefano Butti (recordman di presenze in maglia amaranto, con 302 partite disputate), che raccoglie cimeli, fotografie e testimonianze di un secolo di storia, compreso, tra i pezzi più celebri, il pallone con cui Menchino Neri realizzò la sua leggendaria rovesciata contro il Campobasso il 9 giugno 1985.

Anche l'editoria di settore racconta questa identità: già nel 2015 il volume "Amaranto siamo noi.
La storia dell'Arezzo calcio", firmato da Carlo Fontanelli e Raffaello Emiliani per Geo Edizioni, ripercorreva le vicende del club, mentre dal 2006 circa il periodico Amaranto Magazine continua a documentare mese dopo mese la vita della tifoseria.

trasferta autobus tifosi arezzo ultras

2026: il ritorno in Serie B dopo diciannove anni
Il 26 aprile 2026 l'Arezzo batte in casa la Torres per 3-1 e conquista aritmeticamente la promozione in Serie B - la quinta della sua storia - a diciannove anni esatti dall'ultima apparizione in cadetteria.

Il centro città viene invaso dai tifosi, che raggiungono il prato dietro il Duomo per i fuochi d'artificio mentre il pullman della squadra sfila per le vie cittadine tra le note dell'inno di Pupo, cantato a squarciagola, e si comincia già a pregustare i futuri derby toscani con Empoli, Carrarese e Pisa.

Pochi giorni dopo, il 2 maggio, il Comunale ospita anche la prima gara della Supercoppa di Serie C contro il Vicenza - persa 5-2, ma preceduta comunque dalla premiazione ufficiale per la vittoria del girone B - mentre la festa cittadina prevista per la sera viene annullata dalla Questura per motivi di ordine pubblico.

Per celebrare il traguardo, il Museo Amaranto lancia anche il primo album di figurine dedicato ai 103 anni di storia del club, con oltre 700 immagini in gran parte inedite.

ConclusionI
Cento e più anni dopo quel tavolino al Caffè del Vapore, la storia dei tifosi dell'Arezzo resta indissolubilmente legata a quella della città: un'identità che si rinnova nei cori della Curva Minghelli, nella memoria custodita dal Museo Amaranto, nelle sciarpine donate ai neonati e, oggi, nella rinnovata sfida della Serie B.

Cento anni di cadute e risalite che i tifosi amaranto continuano a raccontarsi, stagione dopo stagione, senza mai perdere il filo che li lega ai colori della propria città.
LIVE NEWS AREZZO
AREZZO
Sorge maestosa nella Valdichiana, Arezzo, capoluogo dell'omonima provincia toscana, e si presenta come un gioiello di storia, cultura e tradizioni.
Dalle sue origini etrusche al suo ruolo di protagonista nel Rinascimento, Arezzo offre un viaggio affascinante attraverso le epoche.

arezzo panorama
La storia di Arezzo è ricca di eventi e di personaggi illustri. Fondata dagli Etruschi nel VI secolo a.C., la città fu conquistata dai Romani nel 294 a.C. e divenne un importante centro militare e commerciale.

Nel Medioevo, Arezzo fu sotto il dominio dei vescovi e dei ghibellini, fino all'avvento della signoria dei Medici nel XV secolo. Il Rinascimento fu l'età d'oro di Arezzo, che diede i natali a personaggi illustri come Francesco Petrarca, Guido Monaco e Giorgio Vasari.

La città di Arezzo vanta un ricco patrimonio storico e culturale. La Pieve di Santa Maria, il Duomo e il Palazzo Comunale sono solo alcuni dei tesori da scoprire.
Il Museo Civico ospita una collezione di opere d'arte di grande valore, tra cui la "Madonna del Parto" di Piero della Francesca.

Arezzo è anche una città d'industria e di commercio. L'industria orafa, la produzione di ceramiche e la lavorazione del legno sono i settori trainanti dell'economia locale.

La tradizione culinaria aretina è ricca e sapida. Il "finocchiona", il "pan co' santi" e la "bistecca alla fiorentina" sono solo alcune delle specialità da gustare.

Numerosi eventi e manifestazioni animano la città durante tutto l'anno. La Giostra del Saracino, rievocazione storica in costume, la Mostra Internazionale Antiquariato e il Festival Arezzo Wave sono solo alcuni degli appuntamenti da non perdere.

Lo stadio di Arezzo
Cuore della passione calcistica aretina, lo Stadio Città di Arezzo sorge nella città di Arezzo, offrendo un palcoscenico suggestivo alle gesta dell'Arezzo Calcio.
Inaugurato nel 1961 e intitolato alla città stessa, l'impianto è un vero e proprio tempio del calcio, capace di accogliere oltre 13.000 spettatori.

La storia dello Stadio Città di Arezzo è ricca di ricordi e di emozioni.
Costruito in poco più di un anno, l'impianto ha subito ammodernato la sua struttura nel corso degli anni, adeguandosi alle nuove normative e alle esigenze di un calcio sempre più moderno e spettacolare.
La capienza attuale di 13.128 posti a sedere, suddivisi tra una tribuna coperta e una scoperta, garantisce un'ottima visuale del campo da gioco da ogni angolazione.

L'architettura dello stadio è semplice e funzionale. La struttura a pianta ellittica con due tribune, una coperta e una scoperta, offre un'atmosfera suggestiva e coinvolgente.
La presenza di una pista d'atletica attorno al campo da gioco rende l'impianto versatile e adatto ad ospitare diverse discipline sportive.
L'impianto di illuminazione artificiale di ultima generazione consente di disputare gare anche in notturna, mentre gli spogliatoi e le aree per la stampa e le televisioni sono dotate di tutti i comfort necessari.
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